Uniamo le menti esistenti

in combinazioni nuove che siano utili, forse.

Man on the Moon.

Ho incontrato Matteo nel suo studio a Milano, due stanze zeppe di tele, colori, pennelli e libri. Impossibile rimanere indifferenti davanti ai suoi sogni e ai suoi quadri. Passare un pomeriggio con lui è come fare un viaggio sull’Himalaya e tornare a casa per cena, parlando di pittura, musica, computer e spiritualità.

Nome e cognome. Matteo Bergamasco.

Di dove sei? Milano

Anni? 27

Dove hai studiato? Accademia di Brera

Segni particolari? La barba da sempre, sono vegetariano e astemio.

Sei giovanissimo, eppure nel mondo il tuo nome e i tuoi quadri sono già conosciuti, come hai fatto? Ho iniziato come assistente di galleria, tenevo i miei dipinti sul retro e un giorno qualcuno li ha notati…

Dipingi sempre su tele così grandi? (ne abbiamo vista una lunga 6 metri alta 2) Mi piace il grande formato, tendo a mettere sempre tante cose nei miei quadri e allora ho bisogno di spazio. Dipingo velocemente e riempio tutta la tela, così mi accorgo che avrei bisogno di tele ancora più grandi! Per me il quadro è come una porta per un’altro un mondo, un viaggio parallelo. Se è grande sarà più facile camminarci dentro.

Hai qualche riferimento nel tuo lavoro? Voglio essere libero, non ho riferimenti nella pittura. Spesso sono proprio le cose che amo di meno a darmi gli stimoli giusti per lavorare. Compro un sacco di roba da mettere in studio e da li traggo ispirazione: un gameboy usato, una chitarra elettrica, una stampa minimale… Quando esco di casa torno sempre con qualcosa di nuovo. Mi piacciono molto i sintetizzatori. Ne ho una decina. Poi compro libri, carte, pennelli nuovi e tanto colore. Se capita raccolgo le cose che la gente lascia per strada: tv, vecchie aspirapolvere, curiosi marchingegni elettrici, pezzi di legno, fiori secchi…

Qui in studio hai molte chitarre e molti sintetizzatori. Allora suoni?! Faccio musica sperimentale, noise. Ho anche un sitar elettrico. Una volta organizzavo concerti sciamanici, però adesso dipingo e basta (vorrei avere più tempo).

Cosa ascolti mentre dipingi? Roba anni ’70, metal, goa… la musica influisce molto sul mio aspetto emotivo… non ascolto Gigi D’Alessio se è quello che vuoi sapere però adesso lo scarico e poi ti dico!

La prima cosa che fai quando ti svegli? Leggo i punti cardinali per ricordarmeli.

E prima di dormire? Suono il didgeridoo che è il flauto degli aborigeni australiani. E’ la mia meditazione, quella che mi farà sognare il prossimo quadro.

I tuoi quadri sembrano tutti usciti da un sogno o mi sbaglio? Dormo poco, mi alzo di notte e dipingo. Il più delle volte le immagini mi arrivano proprio dai sogni. Ho un sacco di schizzi e di appunti vicino al letto per non dimenticarmi tutte le cose che vedo!

Una cosa che non sopporti del mondo dell’arte oggi? C’è poca attenzione al lavoro e più attenzione ai contesti… all’immagine del pittore.

Se potessi partire subito, adesso, dove andresti? India o NYC Grazie. Grazie a te! http://www.matteobergamasco.com   

Un commento su “Man on the Moon.

  1. decorating
    aprile 28, 2013

    The perfect gesture to thank people for attending.
    Socialditto pattonoswaltPatton OswaltAl Qaeda just claimed responsibility
    for The Fray’s performance of The National Anthem last night.

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 12, 2012 da in arte.

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