Uniamo le menti esistenti

in combinazioni nuove che siano utili, forse.

Agosto, moglie mia non ti conosco…

Se per le ferie imminenti siete stanchi dei giochi aperitivo, degli aerei intercontinentali, avete già visitato tutte le città d’arte e la vostra unica alternativa è passare 3 settimane a Codroipo con la zia, eccovi un paio di (speriamo) gradita proposte.

Cosmic Communist Constructions Photographed


Dai primi anni settanta fino al crollo nel 1991, l’Unione Sovietica è stata il centro di un bizzarro e unico periodo architettonico. Gli architetti si sono spinti (approfittando dello scarso controllo in merito) ai confini del design, aldilà di ogni modernismo con vere e proprie opere espressioniste che sfidavano qualsiasi convenzione tradizionale dell’epoca.
Affascinato da quella particolare fase architettonica il critico FrédéricChaubin ha documentato le gesta di quegli architetti e di quel periodo, girando per l’ex URSS per oltre sette anni e raccogliendo gli oltre novanta edifici disseminati nelle 14 repubbliche ex sovietiche. Il risultato è Cosmic Communist Constructions Photographed, un bellissimo volume pubblicato dalla Taschen e che potete anche vedere in mostra al Museo d’Arte moderna di Karlsruhe (Zentrum für Kunst und Medientechnologie Karlsruhe ZKM Lorenzstraße 19, 76135 Karlsruhe, Germany) fino al prossimo 27 Marzo.
Creamatorium (A. Miletski) Kiev, Ukraine, 1985
Ukrainian Institute of Scientific and Technological Research and Development. (L.Novikov, F. Turiev) Kiev, Ukraine, 1971
Built in the nineteenth century, the Ninth Fort at Kaunas was used by the Soviet NKVD as a detention center and then by the German occupying forces. The 32 metre-high (105-ft.-high) memorial stands on the site of mass executions carried out during the Holocaust. This spectacular evocation of suffering and death was designed by the sculptor Alfonsas Ambraziunas. Lithuania, 1983
Zurab Tsereteli designed the colored ceramic pool of the children health resort in Adler. Russia, 1973
  
Monument to the Battle of Bash-Aparan. (R. Israelyan) Armenia, 1979
Institute of Robotics and Technical Cybernetics (S. Savin, B. Artiushin) Saint Petersburg, Russia, 1987
 
The architecture faculty at the Polytechnic Institute of Minsk and its succession of overhanging lecture theaters. (V. Anikin, I. Yesman) Belarus, 1983
 
 Palace of Ceremonies (R. Dzhorbenadze, V. Orbeladze) Tbilisi, Georgia, 1985
  
Soviet embassy in Cuba (A. Rochegov) Havana, 1985
Inspired by the finest Suprematist utopias, the Georgian Ministry of Highways with its reduced anchorage. (G. Chakhava, Z. Dzhalaganiya, T. Tkhilava, V. Klinberg) Tbilisi, Georgia, 1974
Quindi vi basta acquistare il libro in questione e organizzarvi l’itinerario, facile no?
E se ciò non vi bastasse, raddoppiamo con

Monumenti abbandonati in Jugoslavia

Avevamo già parlato tempo fa (in questo post) delle bizzarie architettoniche russe, non potevamo certo tralasciare i monumenti commissionati e fatti realizzare dall’ex Presidente Jugoslavo, Tito nel decennio che va da gli anni sessanta ai settanta.
Momunenti commemorativi della seconda guerra mondiale (Tjentište,Kozara e Kadinjača), campi di concentramento (Jasenovac e Niš), le opere sono il frutto di scultori e architetti come  Dušan Džamonja, VojinBakic, Miodrag Zivkovic, Giordania e Iskra Grabul, nomi che a noi dicono poco ma che all’epoca erano al centro del movimento culturale slavo. L’idea come sempre in questi casi, era quella di dimostrare al mondo la forza e la fiducia della Repubblica socialista, forza che non è servita negli anni novanta a non abbandonare questi monumenti, ormai in completa rovina. Oggi queste sculture si trovano in Croazia, Serbia,Slovenia, Bosnia ed Erzegovina, ma malgrado l’interesse suscitato, nessuno sembra intenzionato a salvare questi preziosi reperti del tempo(purtroppo).

UPDATE:

Per tutti i numerosi interessati, le foto qui raccolte sono di Jan Kempenaers e le trovate pubblicate nel libro Spomenik Book, edito dalla Roma Publications ( formato 33 x 24 cm – 64 pagine) per un costo di 28 Euro.

Semplicemente stupendi!
via Bloggokin

2 commenti su “Agosto, moglie mia non ti conosco…

  1. cupula digital blog
    gennaio 17, 2013

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 19, 2011 da in Architettura, curiosità, fotografia.

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