Uniamo le menti esistenti

in combinazioni nuove che siano utili, forse.

Il corpo delle donne -di Ricci-

Ora io lo so che i grandi numeri non sono compatibili con una certa analisi, anche perchè uno quando si guarda la TV avrebbe anche voglia di rilassarsi, specialmente se si spara Blob e Striscia uno via l’altro. E invece niente. Ecco che le “forze aeree” del Papi nazionale rubano la scena alle cazzate e si mettono a predicare. E’ solo che quando a predicare c’è uno con la faccia di Greggio, che da sempre raccoglie rispetto e stima diventa più difficile non subirne il fascino. Anche per quelli che “Papi deve pagare”. Di questo parla l’amico Bordone nel suo Blog Freddy Nietzsche, con precisione e lucidità. Riportiamo un brano della sua analisi:

“…un documentario realizzato dalla redazione di Striscia la Notizia. Antonio Ricci, per via del suo Drive In, è stato spesso tirato in ballo più o meno a capocchia nelle ultime settimane, in quanto supposto responsabile della mercificazione femminile. Essendo l’uomo permaloso, potente e privo di autocritica, ha deciso di rispondere, e l’ha fatto tramite un prodottino dei suoi: obliquo, disonesto e populista. Il servizio era un montaggio di frasi prese dal libro di Lorella Zanardo Il Corpo delle Donne, montate con immagini di pagine delle pubblicazioni del gruppo Espresso. Il risultato era disgustoso. Il disgusto viene dalla disonestà intellettuale dell’operazione intera, e anche dal fatto che era chiaro, l’avevo detto prima che avrebbero usato le facilonerie per ribaltare il moralismo in faccia alla sinistra. Anche perché è la loro specialità. Da alcune settimane i media del giro Papi stanno cercando di dismostrare che siamo tutti puttanieri, lui è uno di noi, le troie sono ovunque, le donne sono tutte troie, che cosa c’è di strano? E il servizio di ieri era un altro tassello di questa strategia. Prometto che sarò breve. Giuro. Per prima cosa il libro di Zanardo espone una posizione, che non è la posizione di nessuno se non la sua. Ho già detto che lo trovo debole e inconsistente. Poi le parole di un saggio, estrapolate, diventano un’altra cosa. Ma il punto è che alla tele passano prima le immagini delle parole, e le immagini erano originali, prodotte e montate all’uopo. Due cartelli alla fine dicevano che il 90% delle parole e il 100% delle immagini venivano rispettivamente da Zanardo e dalle pubblicazioni del gruppo Espresso. E questo è disonesto. Prima di tutto per quel 10%, ma poi perché il montaggio non è un dettaglio, né una invenzione di questo secolo. Il montaggio è tutto, e usarlo per poi dire «Ho solo mostrato le cose come stanno» è un trucco che la propaganda usa da un secolo abbondante. Ricci lo sa bene.”

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 1, 2011 da in Uncategorized.

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