Uniamo le menti esistenti

in combinazioni nuove che siano utili, forse.

Vogliamo investire sul web. Anzi no.

“Abbiamo deciso di fare qualcosa sul web 2.0, abbiamo un budget di circa 3000 euro (all’anno)… riusciamo a fare qualcosa? Magari ci vorrebbe un’idea geniale tipo il filmato dello scoiattolo che scoreggia… cioè, facciamo na roba che poi ci costa praticamente zero e che così poi abbiamo migliaia di utenti sul nostro Facebuk che lo gestisce mio cugino, come sai me lo fa gratis quando torna dall’ufficio…” magari esagerando un pochino, ma è più o meno questa la visione dei marketing manager italiani (e parlo di quelli più evoluti) sui nuovi media… Questa nuova ricerca di Cohn & Wolfe ci spiega cosa succede nel nostro paese:

1 marketing manager su 3 dichiara di non avere in previsione programmi di comunicazione che includano i social media.

A rivelarlo una ricerca condotta dall’agenzia Cohn & Wolfe, che ha voluto valutare l’atteggiamento verso i social media di aziende e consumatori. Sono stati intervistati più di 80 manager di marketing e di comunicazione di aziende operanti in Italia e oltre 200 consumatori online tra i 18 e i 54 anni. Se i manager sembrano scettici all’investimento sui nuovi media e privilegiano ancora i canali tradizionali, emerge una tendenza opposta da parte dei consumatori internauti, che invece richiedono alle aziende di sviluppare nuove modalità di interazione online con i propri clienti (83% ). Per i manager la modalità di comunicazione on line prevalente rimane il sito aziendale, seguito da Facebook (44%), YouTube (44%) e Twitter (28,4%), il mobile si ferma al 17%  e Flickr al 16%. Nelle aziende del campione le iniziative sul web assorbono meno del 25% degli investimenti in marketing e comunicazione nel 77% dei casi. Tra le azioni da effettuare online, i manager ripongono maggiore interesse verso il marketing online (67%), la corporate/brand communication (61%) e l’ascolto/monitoraggio del web (57%).

Attraverso la propria azione sui social media, le aziende si aspettano principalmente di migliorare la propria brand awareness (81%) e difendere/migliorare la propria corporate reputation (76%), anche se non considerano i social media uno strumento utile per gestire in modo efficace e rapido eventuali criticità (57%).
Soltanto il 24% dei manager intervistati vede opportunità di servizio per i propri clienti attraverso il social web e in ogni caso chi ci investe non si aspetta di incrementare le vendite .

Quanto emerge dalle interviste ai manager è una volontà prevalente di fare informazione online su prodotto e sulle novità aziendali, privilegiando una modalità di comunicazione monodirezionale, che non prevede l’ interazione con il cliente.

Le aspettative dei consumatori però sono tutt’altre. Gli internauti chiedono alle aziende maggiore partecipazione su internet e anche sui social media. Quasi l’80% dei consumatori intervistati ritiene opportuna una presenza attiva dei brand nei social media. I consumatori sono convinti che le aziende dovrebbero utilizzare i social media per avere riscontri sui propri prodotti (77%) e per coinvolgere le loro community e dar vita ad azioni socialmente responsabili (73%). Ben il 75% degli internauti crede che le aziende dovrebbero sfruttare i canali social anche per la vendita.

Cifre che parlano da sole, se si considera anche che il 53% dei consumatori è convinto di ricevere un servizio migliore da quelle aziende/marchi che interagiscono sul social web – quasi l’80% nella sola fascia 18-24 anni.

Viene da chiedersi perchè i manager non colgano il fenomeno?

Probabilmente per lo scetticismo nei confronti della rete, per la difficoltà nella misurabilità dei risultati, ma anche e non ultimo perchè “non è mai stato fatto” e non è sempre facile, soprattutto in aziende dimensionate, essere portatori di cambiamento. Ci si deve assumere forti responsabilità e convincere il top management al passaggio da un investimento sicuro sui mezzi tradizionali

televisione e radio) ad un investimento meno certo e con effetti più di lungo periodo sui nuovi media. Una transizione non sempre facile, quando il punto fermo è che si devono portarealmeno gli stessi risultati dell’anno precedente.

Dice Philip Kotler “Un’azienda è marketing oriented se è capace di ascoltare e comprendere il mercato, individuare bisogni ancora insoddisfatti e rispondere con un’offerta di valore adeguata e competitiva”.

Dai risultati di questa ricerca il bisogno insoddisfatto risulta evidente, i consumatori richiedono una maggiore interazione delle aziende online e sui social media. Ora sta al marketing costruire un’offerta che posssa soddisfare il bisogno.

Elena Giannopolo

www.consilioweb.com

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 12, 2010 da in markettig, viral, web design.

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