Uniamo le menti esistenti

in combinazioni nuove che siano utili, forse.

Quel galantuomo, come non ce ne sono più.

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Qualche giorno fa, assopito sulla quarta serie di Battlestar Galactica, mi tengo il volume  su Annozero e faccio zapping -si, sono multitasking-. La trasmissione, piaccia o meno, non è in discussione. C’è un però che riguarda alcuni ospiti. Ad un certo punto sento Belpietro ripetere due o tre volte alla De Gregorio: “Si vede che lei è più brillante di te, Concita”. Il riferimento è a Patrizia D’Addario (la escort del giro di Giampi) e al fatto che Concita stesse facendo notare al Belpietro come il problema non sta nel fatto che Berlusconi abbia frequentato delle escort, ma nel fatto che questo abbia delle ripercussioni istituzionali. Che a seconda dell’abilità delle ragazze il Presidente del Consiglio, decida o meno di candidarle in politica. Ecco, la risposta del Galantuomo Belpietro non tarda ad arrivare:“Si vede che lei è più brillante di te, Concita”.      Seguono poche righe, nelle quali l’amico Bordone condensa abilità e genio per descrivere tale situazione:

“Concita e Patrizia hanno una sola cosa in comune: essere donne. E l’unica cosa in cui é stata brillante Patrizia, come donna e come lavoratrice, è stato fare del sesso a pagamento. Quindi sì, ha ragione Simona e siamo in un paese di follia scatenata e molle abitudine a tutto, dove si può dire qualcosa del genere e non suscitare nessun tipo di sdegno in uomini di sinistra e destra, atei e credenti.
Però l’altra cosa che mi è venuta in mente è che a volte in Italia si incarnano e manifestano degli stereotipi così puri, stantii e prevedibili, che sulle prime non li si riconosce, non ci si può credere.
Il direttore di giornale, maschio, maschile, maschilista, aggressivo, arrogante, con il sorriso beffardo di chi sa che la verità è molto più universalmente putrida di come la raccontano gli altri: quel tipo umano lì è lo stesso che pensa che ci sia poco da fare, che le donne siano sedute sul loro capitale, che alla fine della fiera siano delle meravigliose e irresistibili zoccole da monta, chi più chi meno, tutte. E la cosa è talmente evidente che si può dichiarare apertamente, senza vergognarsene. Astenersi o scusarsi vorrebbe dire chinare il capo all’ipocrisia del politically correct, sarebbe aderire a quel quadretto idilliaco di mondo che non prescinde dai rapporti di forza vigenti della savana. E quindi no: quel tipo maschile lì si sente vero, autentico, onesto più degli altri, mentre dice una cosa del genere.”

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 28, 2009 da in video.

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